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Helen Bird

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Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza.

 

Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza.

Esercizi di stile per comunicare il proprio essere.

25 Giugno 2020, dalle 10.00 alle 12.30 Webinair

Impresa Eccezionale, nell’ambito delle sue attività formative più innovative, ha promosso un seminario dal titolo “Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza Esercizi di stile per comunicare il proprio essere” condotto dal professor Alberto D’Atanasio, docente di teoria dei linguaggi visivi.

Un seminario pensato per studiosi, managers, imprenditrici ed imprenditori, che offrirà nuovi punti di vista e nuove chiavi di lettura offerte dall’intervento del professor D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e semiologia dei linguaggi non verbali che, commentando ed appunto svelando e rivelando la bellezza iconica di alcune opere d’arte ci porterà a cogliere e scoprire i segreti dei significati più profondi delle opere stesse, ci accompagnerà nei meandri più interessanti della comunicazione non verbale, ci consentirà di riscoprire il valore del saper “leggere” un’opera d’arte.

Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza è la risposta audace in un’epoca che ha conosciuto paure ed insicurezze legate ad una pandemia inaspettata ed aggressiva, che ha costretto le persone a recludersi nelle proprie case. Come diceva Lev Tolstoj: “la Bellezza salverà il mondo”.

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Via

Via

Ricordo la sua figura lieve curva sul fuoco o sull’acqua luccichii nella penombra, non c’era molto da descrivere in quella spoglia stanza, lei disegnava lo spazio e col suo cantare modellava forme a immagini che coloravano i pensieri. È così che inoltravano gli incantesimi, di mattino, pomeriggio e poi la sera.

Passare la collina e incontrare il mondo in fondo non serviva, bastava quell’essenza a creare eroi, fate e, da poveri, immaginar ricchezze degne di un re.

Ed ora che il tempo ha regalato pieghe a decorare le code degli occhi e fili d’argento sopra le orecchie di quel tempo sento la necessità e nella solitudine mi rifugio, rimedio e di essa cerco la compagnia. Che rintocchi pure il bronzo antico e della nenia ricorra la strofa.

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Bere quell'acqua

Amava credere in ciò che a molti sembra impossibile potesse essere vero.
Cocciuta e irremovibile, ma non si imponeva con maniere forti. Mi guardava negli occhi e sorrideva. Io a quel punto mi inquietavo e qualche volta le urlavo la mia contrarietà, la mia evidente e giusta visione delle cose, la razionalità e l'equilibrio, il buon senso. Volevo si sentisse stupida… Niente… lei abbassava il capo sorrideva, gli occhi si velavano. Era allora che non capivo perché non cambiasse mai atteggiamento. Mi persuadevo che col tempo avrebbe capito maturato, cambiato modo. La rividi, erano passati un bel po di anni, ma solo per me, lei era uguale, solo più donna, ma lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Una notte la vidi in mezzo al campo che benché autunno era fiorito, con una ampolla piena d'acqua faceva in modo che la luce della luna creasse riflessi con le gocce rotonde e il roteare del vetro. Dio com'era bella… Che fai? Le chiesi. Nulla rispose. Senza stupirsi, senza scomporsi ch'ero lì nella penombra a guardarla da minuti. Coloro col giallo di questi fiori e quello della luna quest'acqua, domattina la berremo e saremo più belli. Mi aiuti? Rispose. Di colpo mi sentii come anni addietro, volevo redarguirla a dovere, ma ero ero vecchio ormai per non capire… Certo, le risposi, scalzo andai da lei nel campo a prendere i colori dei fiori e della luna… Restai sveglio il resto della notte a vegliare a guardarla che dormiva… aspettando l'alba per bere, per bere quell'acqua…

Alberto

BANKSY È TORNATO

Il più famoso street artist al mondo, di cui nessuno conosce la vera identità, si è affacciato di nuovo sul pianeta Terra infettato dal coronavirus e ha lasciato il segno.

L'artista senza volto era già apparso durante il lockdown per una "incursione" artistica domestica, in cui mostrava il bagno della sua casa invaso da un grappolo di dispettosi topini disegnati che scombussolavano l'ordine casalingo e mettevano tutto a soqquadro, a mostrare la vita famigliare in t empi di telelavoro e convivenza coatta da mattina a sera, con il commento "Mia moglie odia quando lavoro a casa" Vita di quarantena, insomma.

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Ora che in molti paesi il lockdown è passato alla cosiddetta fase due, quindi più allentato, Banksy esce di nuovo allo scoperto e omaggia le infermiere nel giorno del National Nurse Day - la giornata nazionale dell'Infermiera - negli Stati Uniti, dedicata a Florence Nightingale.

Un dipinto in bianco e nero con appena una nota di rosso nella croce sul petto. "Game changer", così si chiama l'opera di Banksy, rappresenta un bambino che ripone nel cesto dei giocattoli i pupazzetti dei classici supereroi come Batman e Superman, e gioca con una nuova supereroina, l' action figure di una piccola infermiera con tanto di mascherina e mantello, in omaggio a tutti gli operatori sanitari in prima linea nella battaglia per sconfiggere il Covid-19.

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E infatti, come diceva il saggista Joseph Campbell, che cos'è un eroe se non "un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze"? Il quadro è stato donato all'ospedale di Southampton accompagnato dalla frase: "Grazie per tutto quello che fate.

Spero illumini un po' il posto, sebbene sia solo in bianco e nero". Qui rimarrà esposto fino all'autunno, quando sarà venduto e il ricavato andrà in beneficenza al Sistema Sanitario britannico. Tanto per capire di che cifre stiamo parlando ricordiamo l'opera di Banksy che si è autodistrutta poco dopo essere stata battuta per 1,2 milioni di euro a Sotheby's.

Leonilde Gambetti

Il canto di una maga

Allora il cavaliere scese da cavallo e guardò verso il villaggio.

La maga gli aveva cantato delle canzoni e lui le ripeteva tra sé e sé. Anche il cavallo sembrava più contento nel sentire quelle strofe così belle.
Il cavaliere tolse l’elmo e slacciò la cintura che gli legava la spada al fianco, guardò verso il villaggio, ma il falò scaldava e illuminava la radura, la luna colorava le rade nuvole, allora tolse la sella e la mise accanto al falò. La notte l’avrebbe passata lì, lontano dal villaggio che sentiva straniero, che sapeva di malefici e d’oblio.

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